Possedere una casa rende meno felici del previsto

      -      English  -  Deutsch  -  Français  -  Italiano
 (Immagine: Pixabay CC0) (Immagine: Pixabay CC0)
Non sappiamo davvero cosa ci rende felici. Lo sottolinea uno studio condotto dagli economisti dell’UniversitÓ di Basilea. Hanno studiato come l’acquisto di una proprietÓ propria influisca sulla soddisfazione di vita. L’effetto positivo sulla soddisfazione dura meno di quanto ci si aspetti.

Un grande giardino, pi¨ spazio o l’ammirazione di amici e parenti: le ragioni per cui si possiede una casa possono essere diverse. Tuttavia, l’obiettivo coincide: in definitiva, l’investimento dovrebbe rendere le persone pi¨ felici. Alois Stutzer e Reto Odermatt della FacoltÓ di Economia dell’UniversitÓ di Basilea hanno analizzato se l’attesa maggiore soddisfazione di vita si verifica effettivamente con il trasferimento nelle proprie quattro mura. I risultati sono riportati nel "Journal of Happiness Studies".

Gli autori hanno valutato le dichiarazioni di oltre 800 futuri proprietari di casa in Germania, registrati nel German Socio-Economic Pales (GSOEP). Questo set di dati contiene informazioni sulla soddisfazione di vita prevista ed effettiva delle persone. Su una scala da 0 a 10, gli intervistati devono indicare quanto sono soddisfatti attualmente e dove si vedono nella scala della felicitÓ tra cinque anni. Il risultato: in media, possedere una casa rende le persone pi¨ felici, ma non nella misura prevista dagli stessi futuri proprietari.

Ilpensiero di stato rende troppo ottimisti

I tempi delle indagini sulla soddisfazione futura sono stati scelti in modo che fosse giÓ chiaro l’aspetto della nuova casa: tra tre mesi prima e fino a un anno dopo il trasloco. Le idee sulla nuova casa erano quindi concrete, ma l’effetto di assuefazione non si era ancora verificato. L’assuefazione mette in prospettiva la soddisfazione della vita. Le persone di solito lo prevedono, ma in genere lo sottovalutano", afferma Reto Odermatt. Quando si prevede la soddisfazione futura dopo il trasferimento in una casa di proprietÓ, tuttavia, sembra che le persone non tengano conto dell’abitudine". Di conseguenza, gli intervistati hanno sovrastimato il valore aggiunto a medio termine del possesso di una casa di proprietÓ.

Ciononostante, si sono riscontrate delle differenze: "╚ emerso che le persone orientate allo status, per le quali il denaro e il successo sono particolarmente importanti, sopravvalutano il guadagno in termini di soddisfazione della vita attraverso l’acquisto di immobili. Le persone con orientamento intrinseco, invece, per le quali la famiglia e le amicizie sono relativamente pi¨ importanti, non lo hanno fatto", afferma l’economista.

Questo sottolinea che le persone non seguono necessariamente le loro preferenze nelle loro decisioni, ma piuttosto la loro percezione - a volte distorta - delle loro preferenze. Queste percezioni possono essere influenzate da fattori esterni, come la socializzazione, i genitori o i valori trasmessi dalla pubblicitÓ. Sapere di pi¨ su come queste influenze influenzano le valutazioni personali e, di conseguenza, le decisioni, potrebbe essere politicamente utile per contrastare la manipolazione, ad esempio da parte degli attori commerciali, afferma Odermatt.

Non sappiamo necessariamente cosa ci fa bene.

In economia, il presupposto generale Ŕ la sovranitÓ del consumatore. Tuttavia, lo studio dimostra che le persone possono valutare male il fattore felicitÓ di una decisione e quindi non agire nel loro interesse.

Per contrastare questa tendenza, vale la pena di mettere in discussione i propri valori, soprattutto prima di prendere decisioni di ampio respiro. I valori materiali tendono a essere sovrastimati e hanno maggiori probabilitÓ di portare a previsioni errate. I valori intrinseci sembrano quindi essere una bussola migliore nella ricerca della felicitÓ nella vita rispetto a quelli estrinseci", conclude il ricercatore.

Pubblicazione originale

Reto Odermatt e Alois Stutzer
Il sogno di avere una casa di proprietÓ si basa su convinzioni distorte? Un test basato sulla soddisfazione di vita prevista e realizzata
Journal of Happiness Studies (2022), doi: 10.1007/s10902’022 -00571-w