Quale metodo di coltivazione favorisce la biodiversità nei vigneti?

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Vigneto vallesano coltivato secondo il metodo dell’agricoltura biologica,

Vigneto vallesano coltivato secondo il metodo dell’agricoltura biologica, con una copertura del suolo diversificata e poco disturbata. © C. Pfammatter / Parco Naturale Pfyn-Finges

I ricercatori dell’Università di Berna hanno confrontato gli effetti dei metodi di coltivazione biologica, biodinamica e convenzionale sulla biodiversità degli insetti dei vigneti. I risultati mostrano che l’agricoltura biologica - e in misura minore l’agricoltura biodinamica - offre condizioni di vita migliori per gli invertebrati rispetto all’agricoltura convenzionale.

Le viti sono coltivate in modo convenzionale, biologico o biodinamico. Nelle coltivazioni convenzionali si utilizzano fertilizzanti e pesticidi di sintesi e si controlla la copertura del terreno con erbicidi per evitare la competizione tra le erbacce e le viti per l’acqua e i minerali. Nelle coltivazioni biologiche e biodinamiche, invece, la vegetazione del terreno viene rimossa con mezzi meccanici. Inoltre, vengono utilizzati solo fertilizzanti e fungicidi naturali. Nell’agricoltura biodinamica si utilizzano anche fermentazioni organiche e preparati erboristici per stimolare i cicli organici che regolano la vita del suolo. L’agricoltura biodinamica è ancora rara, ma si trova soprattutto nei vigneti. Mentre i benefici per la biodiversità dell’agricoltura biologica rispetto a quella convenzionale sono stati ripetutamente dimostrati per molti tipi di agroecosistemi, gli effetti comparativi dell’agricoltura biodinamica non erano finora noti.

Migliori condizioni di vita per gli insetti

Gli scienziati dell’Università di Berna hanno colmato questa lacuna confrontando l’impatto di questi tre metodi di coltivazione sulla biodiversità degli insetti nel vigneto, tenendo conto del tipo di copertura vegetale presente a livello del suolo. La copertura del suolo del vigneto può essere spontanea o seminata, e in linea di massima copre l’interfila tra le viti. I risultati di questa ricerca dimostrano che i metodi di coltivazione biologici e biodinamici offrono condizioni di vita molto migliori per gli insetti rispetto alle tecniche convenzionali, mentre le viti coltivate con metodo biologico sono più favorevoli all’entomofauna rispetto alle coltivazioni biodinamiche. Questo effetto dipende principalmente dal tipo di copertura erbosa a livello del suolo. Nei vigneti biologici, l’abbondanza di insetti aumenta con la quantità di vegetazione presente nel terreno. Nei vigneti biodinamici e convenzionali, invece, il rapporto è più complesso.

Una copertura del suolo diversificata fa la differenza

Interpretiamo questi risultati alla luce della gestione della copertura vegetale a livello del suolo. I vigneti biologici offrono migliori condizioni di vita per la fauna insettifera perché la loro copertura vegetale è strutturalmente più complessa e diversificata, essendo meno spesso soggetta a disturbi rispetto ai vigneti gestiti in modo biodinamico (aratura più frequente) o ai vigneti gestiti secondo gli stessi principi.Questo risultato conferma la cosiddetta "ipotesi biologica", secondo la quale i vigneti biologici sono meno soggetti a disturbi rispetto ai vigneti convenzionali, che sono più spesso arati rispetto ai vigneti biodinamici. Questo risultato conferma la cosiddetta ipotesi del "disturbo intermedio", secondo la quale un ecosistema leggermente disturbato (in questo caso dalla gestione del vigneto) offre piùQuesto risultato conferma la cosiddetta "ipotesi del disturbo intermedio", secondo la quale un ecosistema leggermente disturbato (in questo caso dalla gestione del vigneto) offre più opportunità ecologiche, cioè nicchie, rispetto a un ecosistema statico (nessun disturbo) o fortemente disturbato (in questo caso dall’aratura o dall’applicazione di erbicidi).

Negli appezzamenti biodinamici, la vegetazione sotto la fila o nell’interfila viene spesso arata o rivoltata, il che comporta un forte disturbo della vegetazione e dell’entomofauna. Nei vigneti convenzionali, la copertura vegetale viene spesso eliminata, il più delle volte con l’applicazione di erbicidi, che eliminano le piante ospiti e il cibo vegetale ricercato dagli insetti. Questi risultati innovativi dimostrano che i metodi alternativi di gestione della viticoltura promuovono la biodiversità, soprattutto negli appezzamenti coltivati con metodo biologico", spiega la dott.ssa Laura Bosco, della Divisione di Biologia della Conservazione dell’IEE.

Secondo gli scienziati bernesi, i loro risultati indicano la strada per una futura gestione sostenibile ed ecologica dei vigneti. Resta da vedere se effetti simili riguardano anche altri tipi di agroecosistemi e altri tipi di organismi, compresi quelli che vivono nella matrice del suolo stesso. La ricerca qui riportata è stata pubblicata sulla rivista internazionale Frontiers in Conservation Science.


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