I dati subnazionali sono essenziali per la conservazione globale della biodiversitÓ montana

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"La Nepenthes murudensis Ŕ endemica del Monte Murud a Sarawak, in Malesia.
"La Nepenthes murudensis Ŕ endemica del Monte Murud a Sarawak, in Malesia. La protezione di questo sito montuoso Ŕ essenziale per garantire la persistenza della specie come specie a "basso rischio di conservazione". Per la catena del Tambao, a cui appartiene il Monte Murud, la copertura da parte delle aree protette dei siti importanti per la biodiversitÓ montana (indicatore SDG 15.4.1) Ŕ stata stimata a circa il 35% nel 2020, invariata dal 2000. Questa copertura Ŕ notevolmente superiore alla media nazionale del 28,1% per la Malesia nel 2020. Katja Rembold

Gli obiettivi di conservazione della biodiversitÓ sono generalmente valutati su scala nazionale. I ricercatori che lavorano al Global Mountain Biodiversity Assessment dell’UniversitÓ di Berna e dell’UniversitÓ di Losanna mettono in discussione questo approccio nel caso delle montagne e della conservazione delle loro specie. Essi illustrano che, adottando una scala nazionale, si trascurano importanti differenze subnazionali e ribadiscono l’importanza e la necessitÓ di attuare iniziative di conservazione transfrontaliere.

Gli accordi internazionali sulla sostenibilitÓ e la conservazione - come l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile o il Quadro Globale per la BiodiversitÓ di Kunming-Montreal - richiedono ai Paesi di quantificare annualmente i progressi compiuti verso i loro obiettivi di conservazione utilizzando degli indicatori. Nonostante la disponibilitÓ di dati per disaggregare questi indicatori alla scala in cui le politiche di gestione, la pianificazione e la conservazione hanno effettivamente luogo, la rendicontazione Ŕ generalmente a scala di interi Paesi. In uno studio pubblicato oggi su Nature Sustainability, il programma Global Mountain Biodiversity Assessment (GMBA), ospitato dalle UniversitÓ di Berna e Losanna, affronta questo problema prendendo come esempio gli ecosistemi montani e la protezione della loro biodiversitÓ. Il team guidato da Amina Ly, dottoranda all’UniversitÓ di Stanford, e Davnah Urbach, direttore esecutivo del GMBA, conclude che il livello di protezione della biodiversitÓ montana (indicatore 15.4.1 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile) pu˛ essere calcolato in modo affidabile a livello subnazionale e varia notevolmente da una catena montuosa all’altra all’interno dello stesso Paese.

Variazioni subnazionali nella copertura delle aree protette

Il team ha esaminato la misura in cui i siti importanti per la persistenza delle specie di montagna sono coperti da aree protette. Ha scoperto che in molti Paesi questa copertura varia notevolmente da una catena montuosa all’altra. In Bhutan e in Svizzera, ad esempio, i tassi di copertura variano tra lo 0 e il 100%, il che Ŕ molto diverso dalle medie nazionali del 47% e del 35% stabilite nel 2020. Il team del GMBA sta quindi rivelando le differenze all’interno dei Paesi che non sono colte dalle medie nazionali, individuando i punti in cui la protezione pu˛ essere rafforzata. "Le decisioni relative all’istituzione di aree protette e alla gestione sostenibile della biodiversitÓ montana sono generalmente prese a livello subnazionale. Le autoritÓ responsabili hanno bisogno di informazioni rilevanti alla scala in cui vengono sviluppate le politiche di gestione, stabilite le prioritÓ e messe in atto le campagne di gestione", spiega Davnah Urbach.

Risoluzione spaziale adeguata per la protezione transfrontaliera

Molte catene montuose sono transfrontaliere. La rendicontazione della protezione della biodiversitÓ a livello dei segmenti nazionali di questi massicci permette di distribuire meglio le responsabilitÓ tra i Paesi e di sostenere la conservazione transfrontaliera nell’ambito della cooperazione internazionale. Nel caso delle Alpi europee, la Svizzera protegge solo il 30% circa dei suoi siti importanti per la persistenza delle specie di montagna, una percentuale inferiore a quella di Paesi vicini come l’Italia (circa il 70%) o la Germania (oltre il 95%). "Queste grandi differenze nei tassi di protezione tra i Paesi dimostrano che si pu˛ fare di pi¨ per ottenere una conservazione uniforme delle catene montuose transfrontaliere", commenta Davnah Urbach. A tal fine, i ricercatori hanno creato delle "schede" che illustrano il livello di protezione dei siti importanti per la biodiversitÓ montana. Questi documenti, liberamente accessibili, sono disponibili sia per le catene montuose transfrontaliere che per i singoli Paesi e le loro catene montuose.

Le regioni montane sono particolarmente minacciate

La biodiversitÓ nelle regioni montane Ŕ colpita da una serie di fattori, tra cui i cambiamenti nelle pratiche agricole, i cambiamenti climatici e il turismo di massa. Queste aree montane ospitano un’eccezionale diversitÓ di specie e i benefici forniti dai loro ecosistemi sono numerosi e vitali. Ad esempio, sui pendii ripidi, gli assemblaggi vegetali ricchi di specie prevengono l’erosione e riducono il rischio di frane. I cambiamenti ambientali in queste regioni possono quindi avere conseguenze importanti.

Nel contesto del Quadro Globale per la BiodiversitÓ recentemente adottato, l’attuale studio fornisce ai Paesi di montagna informazioni particolarmente rilevanti per la formulazione di strategie e piani d’azione nazionali per la biodiversitÓ. Secondo Markus Fischer, co-presidente del GMBA, "questo studio darÓ un contributo importante alla conservazione della biodiversitÓ montana e vogliamo alimentare una discussione globale su come i processi decisionali possano essere informati da indicatori rilevanti su scale appropriate".




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