Una proteina combatte il declino delle capacitÓ motorie legato all’etÓ

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Gli scienziati dell’EPFL hanno dimostrato che il declino delle capacitÓ motorie associato all’invecchiamento pu˛ essere contrastato nella Drosophila aumentando l’espressione della proteina Trio. Questa scoperta apre la prospettiva di possibili trattamenti per la perdita delle capacitÓ motorie legata all’etÓ.

Le nostre capacitÓ motorie diminuiscono in modo significativo con l’etÓ, incidendo sulla qualitÓ della vita e sull’indipendenza. Questo fenomeno pu˛ essere spiegato da cambiamenti nelle giunzioni neuromuscolari, i punti critici in cui le cellule nervose comunicano con i muscoli.

Il declino delle capacitÓ motorie Ŕ strettamente legato alla degenerazione dei terminali sinaptici motori, dove i segnali passano dai nervi della colonna vertebrale ai muscoli. Con l’etÓ, i terminali subiscono una frammentazione strutturale che riduce il rilascio di neurotrasmettitori essenziali per l’attivazione del movimento muscolare. Il risultato finale Ŕ una riduzione delle capacitÓ motorie, in particolare durante i movimenti pi¨ ampi.

Uno studio condotto dal team di Brian McCabe dell’EPFL dimostra che potrebbe essere possibile contrastare questo processo. Ha rivelato che la proteina Trio, responsabile della regolazione della struttura delle sinapsi, diminuisce nell’invecchiamento delle mosche dell’aceto (Drosophila melanogaster), portando a un declino delle capacitÓ motorie. L’aumento della proteina Trio preserva l’integritÓ delle sinapsi motorie e ritarda il declino delle capacitÓ motorie. Pubblicato sulla rivista Cell Reports, lo studio suggerisce la possibilitÓ di terapie future.

Il team ha scoperto per la prima volta che i livelli della proteina Trio nelle sinapsi motorie diminuiscono con l’etÓ. Sulla base di questa scoperta, i ricercatori hanno esaminato gli effetti della proteina Trio aumentandone geneticamente l’espressione nella Drosophila che invecchia. Ci˛ ha permesso di studiare l’influenza dei livelli della proteina sulla stabilitÓ strutturale e funzionale delle giunzioni neuromuscolari.

Utilizzando la microscopia confocale, i ricercatori hanno visualizzato e valutato la stabilitÓ strutturale delle giunzioni neuromuscolari, un fattore essenziale per il mantenimento della funzione motoria. Hanno poi effettuato analisi biochimiche per quantificare i livelli di proteine e l’attivitÓ all’interno di queste sinapsi, consentendo di comprendere meglio come l’aumento dell’espressione della proteina Trio influenzi l’ambiente biochimico delle cellule che invecchiano.

Lo studio ha dimostrato che le mosche con alti livelli di proteina Trio avevano capacitÓ motorie significativamente migliori alla mezza etÓ rispetto alle mosche di controllo. L’aumento dei livelli di proteina Trio ha mantenuto le strutture sinaptiche, impedendone la frammentazione e consentendo alle sinapsi di mantenere alti tassi di rilascio di neurotrasmettitori di fronte a stimoli intensi, paragonabili a quelli delle mosche giovani.

Questa ricerca evidenzia il ruolo importante dell’integritÓ sinaptica nel mantenimento della funzione motoria con l’etÓ. L’aumento della proteina Trio pu˛ stabilizzare l’architettura sinaptica, il che significa che Ŕ possibile attenuare il declino della capacitÓ motoria con l’invecchiamento. Questi risultati aprono nuove prospettive terapeutiche che mirano alla degradazione sinaptica nelle deficienze motorie legate all’etÓ.

Riferimenti

Soumya Banerjee, Samuel Vernon, Evelyne Ruchti, Greta Limoni, Wei Jiao, Jamshid Asadzadeh, Marine Van Campenhoudt, Brian D. McCabe. Trio preserva le sinapsi motorie e prolunga la capacitÓ motoria durante l’invecchiamento. Cell Reports 24 maggio 2024. DOI: 10.1016/j.celrep.2024.114256