Premio pari opportunità per contributi scientifici su tematiche di parità e diversità

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Da sinistra: Micol Ferrario, Marta Fadda, Ilaria Falvo

Da sinistra: Micol Ferrario, Marta Fadda, Ilaria Falvo

La dottoressa Marta Fadda e le dottorande Ilaria Falvo e Micol Ferrario si aggiudicano il Premio pari opportunità 2022 dell’USI, giunto alla sua quinta edizione, per contributi scientifici su tematiche di parità e diversità.

L’Università della Svizzera italiana, attraverso il suo Servizio pari opportunità , promuove ogni anno un concorso per l’assegnazione di un premio del valore di 2’000 franchi per una tesi di master, una tesi di dottorato o un articolo scientifico (in corso di pubblicazione o pubblicato) su tematiche di parità e diversità.

Il premio ha come obiettivo quello di stimolare l’interesse e di rendere visibile l’impegno del corpo studentesco e del corpo intermedio dell’USI a confrontarsi con le tematiche della parità, della diversità e/o dell’inclusione, intese in tutte le possibili dimensioni, comprensive di, ma non limitate a: genere, età, abilità fisica e mentale, orientamento sessuale, cultura, religione, etnia, stato socio-economico.

Edizione 2022

Questa quinta edizione è stata caratterizzata da 16 candidature, da parte di ricercatori e ricercatrici di livello dottorale e post-doc e di persone laureatesi ai Master USI. Le candidature provenivano da tutte le facoltà USI e, per la prima volta, anche Teologia, a segnalare la trasversalità del tema attraverso le discipline.

La Delegazione per le pari opportunità ha deciso all’unanimità di conferire il Premio 2022 ex aequo a due lavori:

L’articolo scientifico "Lived experiences of older adults during the first COVID-19 lockdown: A qualitative study" . PLoS ONE, 2021 vol. 16(6), scritto dalla ricercatrice post-doc della Facoltà di scienze biomediche dottoressa Marta Fadda e dalla dottoranda della Facoltà di comunicazione, cultura e società Ilaria Falvo insieme ai professori Emiliano Albanese e Maria Caiata Zufferey. L’articolo rivela le drammatiche conseguenze psicologiche e sociali delle politiche di salute pubblica rivolte alle persone di età superiore ai 65 anni durante la pandemia da COVID-19. Se da un lato l’isolamento sociale e fisico delle persone di età superiore ai 65 anni durante la fase acuta della pandemia li ha tutelati dall’infezione, dall’altro ha anche comportato non solo maggiore solitudine e problemi di salute tra i/le partecipanti, ma anche il rafforzamento di stereotipi negativi nei loro confronti come l’idea che tutte le persone anziane siano uguali e di scarso valore per la collettività. In questo lavoro il tema della diversità è principalmente trattato nell’ottica dell’età e della vulnerabilità e discriminazione sociale della categoria degli over 65.

L’articolo scientifico "La pathologisation de l’homosexualite: le role du droit dans le chemin envers l’interdiction des therapies de conversion en Suisse", ex/ante, 2/2021, pp. 43 - 51, scritto dalla dottoranda della Facoltà di scienze economiche Micol Ferrario insieme a Marta Taroni. L’articolo tratta delle cosiddette terapie di conversione cui sono sottoposte le persone di orientamento omosessuale in molti paesi del mondo, inclusa Europa e Svizzera. In Svizzera il divieto di tali pratiche non esiste nel diritto federale, ma solo di alcuni Cantoni. Questo articolo, oltre a giustificare giuridicamente la necessita di vietare espressamente le terapie di conversione anche a livello federale in Svizzera, contribuisce anche a sensibilizzare le lettrici e i lettori verso l’urgenza di tutelare l’identita di genere e l’orientamento sessuale in quanto diritti fondamentali di ciascun individuo. In questo lavoro il tema della diversità è principalmente trattato nell’ottica della tutela dell’integrità dell’individuo a prescindere dall’orientamento sessuale e/o dell’identità di genere.

"Come gli altri membri della Delegazione per le pari opportunità, mi sono rallegrata del gran numero di candidature ricevute quest’anno" afferma Sonja Hildebrand ,  Prorettrice per la ricerca nelle scienze umane e le pari opportunità. "Ciò dimostra un notevole interesse da parte di studentesse/i e giovani ricercatrici/tori per i temi delle pari opportunità, della diversità e dell’inclusione, che sono stati esplorati da una varietà di prospettive nei lavori presentati. A rallegrare è anche l’alta qualità delle opere presentate. Questo ha portato all’assegnazione di due primi premi ex aequo, uno dei quali è andato a due coautrici. Prossimamente, sul sito web del Servizio pari opportunità saranno pubblicati due video in cui le vincitrici del premio presentano il loro lavoro in un documentario che spero possa ispirare altre/i giovani ricercatrici e ricercatori." 




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