Corona Immunitas Ticino: immunità funzionale grazie a vaccini e infezioni precedenti

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Nuovi risultati per il progetto Corona Immunitas Ticino , lo studio epidemiologico avviato nel 2020 per valutare la diffusione del coronavirus e lo sviluppo dell’immunità nella popolazione ticinese. Lo studio, condotto dall’Istituto di salute pubblica dell’Università della Svizzera italiana e dal Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI, in collaborazione con l’EOC e numerosi partner sul territorio, fa parte del più ampio programma di ricerca Corona Immunitas, promosso dalla Swiss School of Public Health (SSPH+).

I gruppi di ricerca di Corona Immunitas Ticino e Zurigo hanno pubblicato, sulla rivista Eurosurveillance , i risultati sull’immunità in Ticino e a Zurigo dopo le ondate legate alle varianti Delta e Omicron e le campagne vaccinali. 

Lo studio si è in particolare concentrato sulla cosiddetta "immunità funzionale" che si ha quando, grazie al vaccino o a una precedente infezione, il sistema immunitario interviene più prontamente evitando l’aggravarsi della malattia ma non il contagio. Dalla ricerca risulta che a marzo 2022 circa il 97% della popolazione aveva anticorpi contro la proteina spike del coronavirus, senza differenze significative sia per l’età delle persone, sia per la regione di provenienza.

Abbiamo sentito Emiliano Albanese , direttore dell’Istituto di salute pubblica e professore della Facoltà di scienze biomediche, e Rebecca Amati , ricercatrice all’Istituto di salute pubblica e project manager di Corona Immunitas Ticino.

Quali sono i principali risultati di questo studio?

In Ticino e a Zurigo, a marzo 2022, quasi tutta la popolazione dello studio aveva sviluppato gli anticorpi contro il virus del COVID-19. Ciò grazie all’effetto combinato della campagna vaccinale e della rapida diffusione della variante Omicron nei mesi invernali. Un secondo risultato interessante riguarda il fatto che gli anticorpi sviluppati hanno mostrato un’elevata capacità neutralizzante contro il virus e le varianti Delta e Omicron.

Che cosa significa valori così alti di immunità tra la popolazione? È una rassicurazione pensando a possibili ondate autunnali e invernali?

I risultati suggeriscono che la grandissima maggioranza della popolazione testata a marzo 2022 ha sviluppato anticorpi con un’alta capacità neutralizzante contro il virus e le varianti Delta e Omicron. Questo è rassicurante per le persone come anche per il sistema sanitario (ospedali, cure intense) perché gli anticorpi neutralizzanti contribuiscono alla protezione da forme gravi di COVID-19.

Il governo degli Stati Uniti ha dichiarato che il vaccino per il COVID-19 diventerà un appuntamento annuale come quello per l’influenza. Conoscere l’immunità tra la popolazione può essere di aiuto per la gestione di future campagne di richiamo?

Conoscere l’immunità tra la popolazione è stato e continua a essere fondamentale per informare le autorità competenti (Ufficio Federale di Sanità Pubblica e la Commissione federale per le vaccinazioni). Il monitoraggio delle traiettorie di sviluppo della risposta anticorpale nel tempo permetterà di prendere delle decisioni relative alle prossime campagne di richiamo vaccinale, sfruttando i dati a disposizione per definire tempistiche e categorie di persone interessate.
 


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