Jürgen Schmidhuber: "l’intelligenza artificiale serve a migliorare la vita"

Jürgen Schmidhuber, Direttore scientifico dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale USI-SUPSI (IDSIA), è stato intervistato dal Telegiornale della RSI nell’ambito del ciclo di episodi dedicati all’intelligenza artificiale, disciplina di cui è considerato pioniere e uno dei maggiori esponenti.

Un settore in continua crescita ma ancora perlopiù sconosciuto è quello dell’intelligenza artificiale, ramo dell’informatica che si occupa dell’implementazione di sistemi in grado di dotare le macchine di caratteristiche tipicamente umane.

L’intelligenza artificiale permea ormai la nostra vita quotidiana a partire dalle più piccole azioni che compiamo in casa, in auto o al lavoro, come la ricerca vocale al cellulare, ed è stato proprio il Prof. Schmidhuber a concepire e sviluppare gli algoritmi che servono al riconoscimento vocale dei dispositivi mobili di cui tutti siamo in dotazione.  

Nonostante siano ancora molti i timori legati all’impiego dell’intelligenza artificiale, Schmidhuber invita ad osservare il fenomeno da un altro punto di vista. «Ogni nuova tecnologia ha sempre due lati - dice, riferendosi alla scoperta e utilizzo del fuoco - ma quest’intelligenza serve a migliorare la vita. Il 95% dell’intelligenza artificiale che sviluppiamo qui e in altre realtà serve a rendere la vita delle persone più lunga, più sana e più leggera.»

Oggi, tuttavia, la Svizzera si trova a dover affrontare una situazione nuova: se in passato era il paese che spendeva la parte più consistente del proprio prodotto interno lordo per ricerca e formazione attraendo molti cervelli dall’estero, ora si sta verificando il contrario. Fronteggiare la dispersione di personale qualificato è quindi fondamentale, a detta di Schmidhuber, per evitare il rischio di perdere competenze e innovazione soprattutto in un momento, come quello attuale, in cui gli studi e le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono sempre più richiesti anche per contrastare la pandemia di Covid-19, basti pensare al contact tracing o alla ricerca di nuovi farmaci.

Quello che conta, dunque, è mantenersi all’avanguardia e competitivi in un settore che continuerà la propria ascesa. Rispetto all’evoluzione dei robot e alla possibilità che si sgancino dal controllo umano, Schmidhuber chiosa infine dicendo che «se qualcuno o qualcosa è davvero intelligente non si farà controllare per sempre da qualcuno che è molto più stupido di lui.» A questo punto, allora, non ci resta che star a vedere quali saranno i prossimi sviluppi.

Intervista completa: https://bit.ly/3lIfR4x

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