Inquinamento da plastica: da Phu Yen a una soluzione globale

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Una discarica in Vietnam (Foto: Dorian Tosi Robinson, Eawag)
Una discarica in Vietnam (Foto: Dorian Tosi Robinson, Eawag)
La lotta all’inquinamento da plastica richiede dati precisi e regionali sull’origine dei rifiuti. Un nuovo studio della provincia vietnamita di Phu Yen fornisce proprio questi dati. Lo studio dimostra che: La maggior parte dei rifiuti di plastica che finiscono nelle acque della regione proviene da rifiuti non raccolti e da perdite durante la raccolta e il trasporto. Se questi risultati verranno tradotti in misure mirate, Phu Yen potrebbe fungere da modello per altre regioni e dare un contributo decisivo alla riduzione globale dei rifiuti di plastica nei corpi idrici.

Circa cinque anni fa, l’istituto di ricerca acquatica Eawag, in collaborazione con partner internazionali, ha sviluppato uno strumento per tracciare il flusso dei rifiuti di plastica dalla fonte alla destinazione: Il Waste Flow Diagram (WFD) consente di mostrare il flusso di rifiuti in plastica lungo l’intera catena di servizi di gestione dei rifiuti e di visualizzare dove e perché la plastica fuoriesce dal sistema per finire nell’ambiente. Fornisce quindi un metodo semplice per identificare le aree in cui è necessario migliorare la gestione dei rifiuti.

Il nuovo studio Eawag è stato applicato per la prima volta dalla WFD a livello provinciale. "Si tratta di una pietra miliare metodologica", spiega Dorian Tosi Robinson, ricercatore del Dipartimento di igiene e acqua per lo sviluppo (Sandec) dell’Eawag e autore principale dello studio. "Finora lo strumento era stato utilizzato solo per singole città e non per intere regioni. Questa estensione consente di registrare sistematicamente i rifiuti di plastica in aree più vaste, includendo anche le aree rurali e i villaggi più piccoli".

I risultati di Phu Yen mostrano che: Ogni anno, 9,4 chilogrammi di rifiuti di plastica pro capite finiscono nei corpi idrici. Tuttavia, questa cifra si riferisce solo alle aree rurali e urbane più piccole della provincia; la capitale Tuy Hoa City non è stata inclusa nel calcolo. È particolarmente sorprendente che l’88,6% di questi scarichi di plastica provenga da rifiuti non raccolti, cioè da plastica che finisce direttamente nell’ambiente in aree prive di un sistema di raccolta dei rifiuti funzionante. Altre fonti sono la raccolta e il trasporto dei rifiuti (circa l’8%), le discariche e gli impianti di smaltimento (circa il 3%) e il settore informale (0,6%), che raccoglie materiali riciclabili per la rivendita.

Ciò che lo studio rende particolarmente chiaro è che la situazione varia notevolmente da distretto a distretto. Mentre in alcuni distretti finisce in acqua solo un chilogrammo di plastica pro capite all’anno, in altri la quantità supera i 55 chilogrammi: più di cinquanta volte. Nonostante queste enormi differenze, emerge un modello comune: in quasi tutti i distretti, la maggior parte dell’inquinamento deriva dai rifiuti non raccolti. L’espansione della raccolta dei rifiuti dovrebbe quindi essere una priorità assoluta ovunque, ma l’attuazione specifica deve essere adattata alle circostanze locali.

Calcolo con i rifiuti di plastica

Nello studio sono stati testati due metodi per calcolare quanta plastica finisce nell’ambiente in una regione: il metodo della somma e il metodo ponderato. Per entrambi i metodi è stato utilizzato il diagramma di flusso dei rifiuti. In questo metodo, gli esperti osservano sul posto come i rifiuti vengono raccolti, trasportati, riciclati o smaltiti e utilizzano categorie definite per stimare quanta plastica viene rilasciata nell’ambiente. Ciò include, ad esempio, i rifiuti di plastica che non vengono raccolti.
  • Con il metodo della somma, viene creato un diagramma separato per ogni distretto e i risultati vengono poi sommati. Questo metodo mostra particolarmente bene le differenze regionali e si è dimostrato pratico da attuare.
  • Il metodo ponderato produce un unico diagramma per l’intera provincia e utilizza valori medi. L’intento era quello di semplificare la visualizzazione, ma si è rivelato meno efficace: il metodo non solo ha perso profondità di dettaglio, ma si è rivelato anche più complesso da usare di quanto sperato.


Lo studio dimostra che: Il diagramma di flusso dei rifiuti può essere trasferito con successo a unità amministrative più grandi. Nonostante l’area più vasta e i dati più complessi, il WFD fornisce risultati coerenti che consentono di formulare raccomandazioni concrete per l’azione. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che i dati precisi da soli non bastano. È fondamentale che i Paesi, le province e i governi locali si assumano la responsabilità del loro contributo all’inquinamento idrico e marino. Questo è l’unico modo per cambiare i comportamenti e migliorare le strutture amministrative.

È proprio qui che risiede la forza della WFD: non solo mostra quanta plastica finisce nell’ambiente, ma anche esattamente dove e perché. Questa trasparenza crea responsabilità e consente interventi mirati dove hanno il massimo impatto: cioè alla fonte, prima che i rifiuti di plastica raggiungano i corsi d’acqua e infine il mare. Una volta nell’oceano, i rifiuti di plastica possono difficilmente essere attribuiti a specifici inquinatori e sono difficili da raccogliere. Le misure preventive sono quindi non solo più efficaci, ma anche più economiche rispetto alle successive operazioni di bonifica.

"Con questi risultati, l’applicazione del diagramma di flusso dei rifiuti non solo fornisce dati preziosi per la provincia di Phu Yen, ma offre anche una base promettente per l’uso in altre regioni", spiega Dorian Tosi Robinson. "Il potenziale per registrare sistematicamente e ridurre in modo sostenibile i rifiuti di plastica in tutto il mondo è enorme e potrebbe dare un contributo decisivo alla lotta contro l’inquinamento globale da plastica".

Tosi Robinson, D.; Le, T. T.; Ngo, H. T. T.; Hoang, T. H. T.; Zurbrügg, C.; Nguyen, T. H. T. (2025) Regional land-based plastic leakage into the aquatic environment - Waste Flow Diagram applied to the Phu Yen province, Vietnam, Marine Pollution Bulletin, 217, 118058 (10 pp.), doi: 10.1016/j.marpolbul.2025.118058 , Institutional Repository
Leonardo Biasio