L’USI tra i fondatori dello Switzerland Innovation Park Ticino

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© Città di Bellinzona
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Mercoledì 13 novembre 2024 è stata istituita la Switzerland Innovation Park Ticino, società incaricata di gestire il Parco dell’Innovazione ticinese, ufficialmente incluso nella rete Switzerland Innovation. Tra gli azionisti della società figura anche l’Università della Svizzera italiana (USI). Luisa Lambertini, Rettrice dell’USI, è membro del Consiglio di amministrazione.

Molte personalità, politiche e non, hanno presenziato alla conferenza stampa tenutasi mercoledì 13 novembre a Bellinzona, nel corso della quale sono state annunciate due importanti novità. In primo luogo il riconoscimento formale del Parco dell’Innovazione ticinese all’interno della rete Switzerland Innovation, un’iniziativa federale che mira a rafforzare la posizione della Confederazione a livello internazionale quale paese all’avanguardia. Secondariamente, la costituzione della Switzerland Innovation Park Ticino Sa , la società senza scopo di lucro che guiderà il Parco.

Questo traguardo, raggiunto dopo sei anni di lavori, rappresenta per il Ticino un punto di partenza, come ha sottolineato anche il Consigliere di Stato Christian Vitta , direttore del Dipartimento finanze ed economia, il quale ha successivamente ricordato come il Parco dell’Innovazione rappresenti un’opportunità per diversificare il tessuto economico ticinese: "Il Parco dell’Innovazione è un progetto strategico per lo sviluppo economico del Ticino, che contribuisce a realizzare la visione di un cantone sempre più competitivo, interconnesso e attrattivo. Tra i vari obiettivi c’è quello di promuovere attraverso i suoi centri di competenza progetti di ricerca e sviluppo in collaborazione con gli enti universitari presenti sul territorio. Questa iniziativa ci permette di rafforzare i legami con il nord delle Alpi. L’obiettivo del Parco è però anche quello di lavorare in rete, costruendo sinergie oltre i confini nazionali".

Alle parole di Christian Vitta hanno fatto eco quelle della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, direttrice del DECS, la quale ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, mondo economico e ricerca universitaria, che si mira a ottimizzare e incentivare grazie alla presenza del Parco: "Oltre a permettere la condivisione di conoscenze tra i vari attori, i centri di competenza favoriranno lo sviluppo di soluzioni tecniche e tecnologiche innovative, fornendo accesso a infrastrutture di laboratorio di alta qualità e a una rete di professionisti qualificati. Il tutto con l’obiettivo di accelerare l’innovazione, facilitare l’attivazione di finanziamenti per la ricerca, contribuire a mantenere competitive le aziende esistenti sul territorio cantonale, come pure ad attrarne di nuove".

Costruire una rete di comunicazione e scambio tra ricerca e mondo imprenditoriale, creando poli fisici e virtuali, è dunque uno deglio obiettivi chiave del Parco dell’Innovazione. "Ciò a cui puntiamo - ha spiegato la Rettrice dell’USI Luisa Lambertini - è lo sviluppo di attività di ricerca applicata che prendano avvio dall’unione con imprese che vogliono fare attività di tipo tecnologico in diversi campi e che hanno bisogno della ricerca e delle competenze universitarie". Un esempio di sinergia tra mondo universitario e mondo imprenditoriale, come spiegato dalla Rettrice, è rappresentato dal campo dei droni: "Per la sperimentazione dei droni è necessaria un’infrastruttura che permetta di farli volare in verticale. Questa necessità potrebbe accomunare un’impresa che vuole testare nuove tecnologie e i professori e le professoresse, che sviluppano nuove tecnologie nei nostri laboratori". 

Il riconoscimento del Parco dell’Innovazione ticinese è avvenuto grazie al lavoro della Fondazione Agire, la quale, su mandato del Cantone, ha supervisionato lo sviluppo del Parco e il processo di candidatura.  Luca Bolzani, presidente della Fondazione, ha spiegato come si è giunti al riconoscimento da parte di Switzerland Innovation: "Attualmente in Svizzera ci sono sei Parchi dell’Innovazione con otto parchi satelliti, ognuno con le proprie prerogative: alcuni hanno grandi corporate multinazionali, altri i politecnici. Nella costruzione del dossier abbiamo pertanto dovuto tenere in considerazione le caratteristiche peculiari del Ticino: un buon sistema universitario, un tessuto molto denso di piccole e medie imprese, nonché una posizione geografica strategica sull’asse nord-sud". Da dodici centri di competenza inizialmente valutati si è passati a tre potenziali centri di competenza: il centro di competenze sui droni ( Swiss Drone Competence Center ) a Lodrino, il centro di competenze nella scienza della vita ( Life Sciences Competence Center ) a Bellinzona, e il centro di competenze nel settore del Lifestyle Tech ( LifestyleTech Competence Center ) a Lugano. In futuro si prevede di accorpare i vari centri di competenza nell’ex sede delle officine di Bellinzona.

"In questa fase stiamo analizzando i business plan dei tre centri di competenza - ha spiegato Gianmaria Frapolli , direttore della Switzerland Innovation Park Ticino - vogliamo valutarne attentamente il contenuto, individuando eventuali aspetti da migliorare. Entro giugno 2025, poi, assegneremo i finanziamenti". Il Cantone ha stanziato un contributo di 10 milioni di franchi per i prossimi quattro anni, un finanziamento che Gianmaria Frapolli ambisce a gestire secondo tre criteri: "In primis una struttura snella che sappia prendere decisioni rapidamente. In secondo luogo la capacità di sapersi trasformare e mettersi in discussione. Infine, attirare aziende e capitali esterni al Cantone per crescere ulteriormente". Il Parco non si occuperà del finanziamento di singoli progetti, ma dei centri di competenza, all’interno dei quali saranno presenti più gruppi di lavoro.

Come ricordato da Mauro Dell’Ambrogio , presidente del CdA di Switzerland Innovation Park Ticino, il finanziamento ricevuto dalla politica ticinese, così come l’approvazione a utilizzare il marchio Switzerland Innovation, sono riconoscimenti non scontati. Per poter operare con il marchio nazionale è richiesta una governance equilibrata (nel caso di Switzerland Innovation Park Ticino tra gli azionisti figurano - oltre all’USI - SUPSI, rappresentanti dell’economia e il Cantone). "Si tratta di una governance equilibrata - ha commentato Mauro Dell’Ambrogio - in quanto per poter agire e utilizzare le risorse è necessario avere il consenso dei vari partner".