
Valeria Mozzetti è responsabile della strategia del Technology Transfer Office (TTO) dell’Università di Friburgo, con il quale l’USI ha recentemente siglato un Memorandum of Understanding (MOU), ovvero un accordo di cooperazione tra servizi. Abbiamo voluto approfondire con lei il funzionamento del TTO friborghese e caratteristiche e benefici dell’accordo.
Valeria Mozzetti, come è organizzato il Technology Transfer Office dell’Università di Friburgo?
"Il nostro Technology Transfer Office è una struttura snella, ma strategicamente integrata all’interno dell’Università. Risponde direttamente al Rettorato e fa capo alla Prof.ssa Katharina Fromm , Rettrice. Il team è multidisciplinare e lavora a stretto contatto con i ricercatori, i servizi interni dell’Università (servizio legale, supporto alla ricerca, relazioni internazionali) e con partner esterni chiave come FriUp (servizio cantonale per la creazione di imprese), la promozione economica cantonale, BioAlps , gli alumni e numerose associazioni e reti dell’ecosistema dell’innovazione. Attualmente, il team è composto da cinque figure: ci sono io, la Dottoressa Barbara Drasler , responsabile delle attività educative e della comunicazione; il Dottor Sebastian Dobarco e la Dottoressa Maarit Rein , Technology Transfer Managers, e ognuno di noi ha un focus tematico. Il nostro approccio è a lungo termine: ciascun manager si specializza nei gruppi di ricerca con cui lavora, per costruire relazioni solide e garantire un supporto mirato e tempestivo. Fa inoltre parte del team Céline Schelker , che fornisce supporto legale specializzato. Infine, a breve, sarà integrato anche un supporto amministrativo dedicato. Questa organizzazione ci permette di essere vicini ai bisogni dei ricercatori, di intervenire in modo proattivo e di agire come ponte tra università e territorio, a livello locale, nazionale e internazionale".
Quali servizi offrite ai membri della vostra comunità accademica?
"Offriamo un supporto completo per tutto ciò che riguarda la valorizzazione della ricerca: dalla protezione della proprietà intellettuale, alla validazione dei risultati, fino alla creazione di spin-off o alla negoziazione di accordi con partner esterni. Ci occupiamo anche della strategia istituzionale per il trasferimento di conoscenze e tecnologie e partecipiamo attivamente a reti nazionali e internazionali del settore. Collaboriamo inoltre nella preparazione di progetti di finanziamento competitivi, ad esempio con Innosuisse , e mettiamo a disposizione fondi interni di proof-of-concept e startup funding. L’obiettivo è di facilitare il passaggio dal laboratorio alla società".
In cosa consiste il MOU che avete con l’USI?
"Il Memorandum of Understanding che abbiamo siglato con l’USI nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la cooperazione tra i nostri Technology Transfer Office, valorizzando le complementarità tra le due istituzioni. Pur avendo strutture organizzative diverse, ci troviamo in contesti molto simili: università di dimensioni medio-piccole, con una forte vocazione internazionale e un crescente impegno nel trasferimento di conoscenze e tecnologie. Il MOU prevede lo scambio regolare di buone pratiche, idee e strumenti operativi, il confronto su casi concreti, nonché la possibilità di sviluppare congiuntamente linee guida o iniziative comuni per sostenere l’imprenditorialità accademica e la valorizzazione dei risultati della ricerca".
Quali sono, secondo lei, i benefici che derivano dalla collaborazione tra atenei nel contesto del transfer?
"Per università di dimensioni medio-piccole come la nostra, la collaborazione tra atenei è essenziale. Consente di mettere in comune competenze e affrontare sfide complesse con maggiore efficacia. Favorisce inoltre un apprendimento reciproco e contribuisce a costruire un ecosistema dell’innovazione più coeso e competitivo a livello nazionale".



