Premi 3R: organoidi per combattere il cancro al rene

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Il Premio 3R di quest’anno dell’Università di Ginevra premia uno studio sulla creazione di organoidi personalizzati per combattere il cancro ai reni.

Da sinistra a destra: Enrica Bordignon (Vice-Decano - Facoltà di Scienze), Valen
Da sinistra a destra: Enrica Bordignon (Vice-Decano - Facoltà di Scienze), Valentin Mieville, Daniel Benamran, Patrycja Nowak-Sliwinska, Sébastien Castelltort (Vice-Rettore - Ricerca e Sostenibilità). olivier Zimmermann - UNIGE
Dal 2016, il Premio 3R dell’Università di Ginevra viene assegnato alla ricerca che "sostituisce", "riduce" o "perfeziona" (3R) l’uso di modelli animali. Quest’anno il premio è stato assegnato a due scienziati che hanno proposto un nuovo protocollo per la coltura di organoidi - versioni miniaturizzate e semplificate di organi - derivati da cellule renali cancerose di pazienti. Questo nuovo metodo consentirà di testare in modo specifico la risposta ai trattamenti per il cancro al rene.

Ogni anno l’Università di Ginevra premia i progetti di ricerca innovativi che fanno progredire le scienze della vita "sostituendo", "riducendo" o "perfezionando" (3R) l’uso di modelli animali. Il premio 3R, del valore di 5.000 franchi svizzeri, viene assegnato per sostenere il proseguimento del lavoro dei ricercatori vincitori. Il premio è stato consegnato durante la cerimonia di premiazione della Facoltà di Medicina il 3 giugno 2025.

Questo metodo non solo rappresenta un passo avanti verso una medicina più personalizzata, ma offre anche un metodo alternativo all’uso di modelli animali.


Quest’anno, la giuria ha premiato il lavoro di Patrycja Nowak-Sliwinska, professoressa della Sezione di Scienze Farmaceutiche della Facoltà di Scienze dell’Università di Ginevra, e di Daniel Benamran, medico privato della Facoltà di Medicina dell’Università di Ginevra e chirurgo urologo dell’HUG, sul cancro ai reni. Il loro studio, condotto insieme ai ricercatori Jakub Gubala, Valentin Mieville, Massimo Valerio e Jean-Christophe Tille, intitolato"Generation and maintenance of kidney and kidney cancer organoids from patient-derived material for drug development and precision oncology", è stato pubblicato sulla rivista Molecular Therapy. Il documento descrive in dettaglio una nuova procedura per la creazione di organoidi renali al fine di sviluppare trattamenti alternativi specifici per il paziente.

Un grande ostacolo da superare

Un quarto dei tumori del rene metastatici è resistente ai trattamenti di prima linea, rendendo essenziale l’uso di terapie alternative. La valutazione dell’efficacia e della tossicità di queste terapie si basa principalmente su modelli animali. Sebbene promettenti, gli organoidi derivati dalle cellule dei pazienti sono raramente utilizzati per questo tipo di tumore a causa della grande eterogeneità genetica e fenotipica delle cellule coinvolte. Di conseguenza, gli organoidi ottenuti spesso mancano di stabilità e perdono rapidamente le caratteristiche tumorali originali, o addirittura si disintegrano completamente.

Più vicini alla realtà

Per superare questi ostacoli, gli autori dello studio premiato hanno sviluppato un metodo innovativo, affidabile e poco costoso. Il loro approccio consente di isolare le cellule tumorali prelevate dai pazienti e di coltivarle insieme a diverse cellule presenti nel rene, ricreando così un microambiente tumorale più realistico. gli organoidi ottenuti sono quindi molto più rappresentativi del tumore nella persona interessata e sono strumenti ideali per testare i trattamenti su base personalizzata", spiega Daniel Benamran.

poiché sono derivati direttamente dalle cellule del paziente, possiamo ora valutare l’efficacia e la tossicità delle terapie proposte per ciascun individuo", aggiunge Patrycja Nowak-Sliwinska. Al di là dell’aspetto clinico, il modello potrebbe essere ampiamente utilizzato per la ricerca e ridurre l’uso di tessuti o cellule di origine animale.

L’Università di Ginevra, protagonista della ricerca responsabile

Questa scoperta ha colpito i membri della giuria del Premio 3R, composta da Martina Valentini (presidente della giuria), Emi Nagoshi (Premio 3R 2016), Gaby Palmer, Ivan Rodriguez e Pascal Senn (Premio 3R 2022). Per Elsa Giobellina, vicedirettrice della sperimentazione animale e delegata alla protezione degli animali dell’Università, questo studio evidenzia l’impegno dell’Università di Ginevra nei confronti delle 3R: "Questo metodo non solo rappresenta un passo avanti verso una medicina più personalizzata, ma offre anche un metodo alternativo all’uso di modelli animali che è semplice, poco costoso e accessibile ad altri laboratori in tutto il mondo. Questo progetto è un esempio di proficua collaborazione interistituzionale tra la Facoltà di Scienze, la Facoltà di Medicina (UNIGE) e l’HUG.

Questo impegno si riflette anche nel numero crescente di domande presentate ogni anno per il Premio 3R. L’Università di Ginevra svolge un ruolo di primo piano nel campo delle 3R, promuovendo attivamente le opportunità di finanziamento, i premi esistenti e i corsi di formazione disponibili, sia all’interno che all’esterno dell’Università. È inoltre membro del Centro svizzero di competenza 3R (3RCC), che lavora a livello nazionale per sviluppare e adottare i metodi 3R.