Le nanosonde accelerano la fagoterapia

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Un’illustrazione delle nanotweezer incorporate nel chip che intrappolano i
Un’illustrazione delle nanotweezer incorporate nel chip che intrappolano i batteriofagi. Credito: Nicolas Villa/EPFL
Un'illustrazione delle nanotweezer incorporate nel chip che intrappolano i batteriofagi. Credito: Nicolas Villa/EPFL - Gli scienziati dell'EPFL hanno sviluppato una tecnica innovativa che utilizza la luce per manipolare e identificare i batteriofagi senza bisogno di marcatori chimici o biorecettori. Questa tecnica potrebbe accelerare e rivoluzionare le terapie con i fagi che possono trattare le infezioni batteriche resistenti agli antibiotici. Con la resistenza agli antibiotici che rappresenta una minaccia formidabile per la nostra salute, gli scienziati sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per trattare le infezioni batteriche. Con un numero crescente di ceppi batterici che ostacolano i farmaci di cui ci fidiamo da decenni, una soluzione alternativa potrebbe essere trovata nei batteriofagi, virus che attaccano i batteri. La fagoterapia, ovvero l'uso di batteriofagi per combattere le infezioni batteriche, sta guadagnando appeal come valida alternativa agli antibiotici tradizionali. Ma c'è un problema: trovare il fago giusto per una determinata infezione è come cercare un ago in un pagliaio, mentre i metodi attuali comportano colture noiose e lunghe prove.
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