I partenariati strategici vengono sostituiti da alleanze e reti internazionali. Il Rettorato lancia un appello sulla situazione umanitaria a Gaza.
A seguito di un’ampia consultazione basata sulle raccomandazioni del Comitato scientifico, l’Università di Ginevra riafferma con forza il suo impegno per la libertà accademica e la libertà di espressione. Nel suo documento di posizione sul ruolo dell’Università nel dibattito pubblico, definisce i contorni e i limiti del riserbo istituzionale che osserva sulle questioni politiche cantonali, nazionali e internazionali. Esprime la propria indignazione per la situazione umanitaria a Gaza, invitando tutte le parti, e in particolare il governo israeliano, a rispettare i diritti umani e il diritto umanitario internazionale, e ricordando il diritto della popolazione ad avere accesso a cibo e assistenza sanitaria. L’Università di Ginevra sta abbandonando la nozione di "partenariati strategici", che non riflettono le priorità strategiche dell’istituzione né in termini geografici né di contenuto.
Con oltre 400 istituzioni partner in quasi 70 Paesi, l’Università di Ginevra beneficia di una solida rete in tutto il mondo. Questi accordi contribuiscono a migliorare la qualità dell’insegnamento e della ricerca, promuovono la mobilità accademica e permettono all’Università di contribuire a grandi progetti su questioni globali. Queste collaborazioni assumono la forma di accordi bilaterali o fanno parte di reti e alleanze come 4EU+, presieduta quest’anno dall’Università di Ginevra.
Questa riserva istituzionale non è un ostacolo ma una condizione essenziale per la libertà di espressione.
Nell’ambito di una revisione globale e a lungo termine di come rafforzare questa rete, l’Università di Ginevra ha deciso di abbandonare la nozione di "partenariato strategico", che non risponde più alle esigenze delle facoltà o dei centri interfacoltà. Cinque dei sette partenariati strategici internazionali sono ora inattivi o scaduti (Exeter, Keio, Princeton, Renmin e Syndey) e altri due sono stati recentemente interrotti (Hebrew University of Jerusalem e Yonsei).
Anche l’Università di Ginevra continua a impegnarsi per garantire la trasparenza e il controllo etico delle sue collaborazioni internazionali. Dopo il lancio, nell’estate del 2024, di una pagina online che elenca tutte le risorse disponibili su questo tema, l’Università ha raggruppato e formalizzato tutti gli obblighi etici associati alla ricerca e le procedure che ne derivano. Questo è il primo passo verso l’implementazione di un questionario di autovalutazione etica, che sarà obbligatorio per tutti i progetti di ricerca a partire dall’autunno 2025.
Il ruolo dell’Università nel dibattito pubblico
Nel maggio 2024, il Rettorato ha incaricato un comitato scientifico di redigere un rapporto sul ruolo delle università nel dibattito pubblico. Le sue raccomandazioni sono state oggetto di un processo di consultazione che ha coinvolto gli organi rappresentativi dell’Università di Ginevra, il suo Comitato etico, il Consiglio di orientamento strategico e le facoltà. Il processo è stato informato anche dalle opinioni espresse dai membri della comunità universitaria.
Il Rettorato ha deciso di seguire le principali conclusioni degli esperti in merito alla riserva istituzionale, pur moderandone la portata. Convinto che l’impegno dei membri della comunità universitaria arricchisca il dibattito democratico e ne garantisca la vitalità, ritiene che l’Università debba rimanere un luogo in cui le idee possano essere dibattute liberamente e nel rispetto della sua carta etica e della sua condotta professionale. Affinché questo quadro di discussione rigoroso e pluralista sia garantito, l’Università non deve essere essa stessa parte dei dibattiti che si svolgono al suo interno.
Questa riserva istituzionale non è un ostacolo, ma una condizione essenziale per la libertà di espressione. Il rettorato può anche fare un’eccezione a questo principio nei casi in cui l’istituzione sia colpita nell’adempimento delle sue missioni fondamentali (insegnamento, ricerca, servizio alla comunità). In via del tutto eccezionale, su un tema puramente politico, può anche decidere di chiedere il rispetto dei valori che la guidano e che si riflettono nelle sue azioni e nel lavoro dei suoi ricercatori.
Forte sostegno alla ricerca
Attirare i migliori talenti, rispondere alle grandi sfide del nostro tempo e accrescere il profilo di Ginevra come centro scientifico di primo piano: questa è l’ambizione del nuovo programma di cattedre di eccellenza lanciato questa primavera dall’Università di Ginevra. Con un sostanzioso sostegno finanziario - 10 milioni di franchi svizzeri a partire dal 2025 - da parte della Fondazione Hans Wilsdorf, questo progetto consoliderà aree chiave della ricerca, creando al contempo un ambiente favorevole all’innovazione. Genomica, neuroscienze, fisica, matematica e persino la vita nell’Universo sono i pilastri di questa prima fase, ma altre discipline potrebbero seguire, a seconda delle opportunità.
L’Università di Ginevra può contare anche sulla Fondation pour l’Université de Genève, creata nel marzo 2025, per rafforzare il suo impatto in termini di ricerca, insegnamento e servizi alla comunità. La Fondazione Hans Wilsdorf ha già promesso un sostegno sostanziale che le permetterà di accompagnare lo sviluppo dell’istituzione nell’adempimento delle sue missioni e di finanziare progetti ambiziosi che superano la capacità del bilancio ordinario dell’Università. L’Università beneficerà anche di contributi filantropici provenienti da altre fonti.
