
Fin da adolescente, Giulia Tagliabue ama volgere lo sguardo verso la luce delle stelle e immergersi nei libri di divulgazione scientifica. Con un fascino particolare per tutto ciò che la aiuta a capire l’universo. Suo padre, ingegnere elettronico e grande appassionato di letteratura scientifica, teneva ben fornita la biblioteca di famiglia nella loro casa di Treviso.
Se avete una forte curiosità per il mondo che vi circonda e provenite da una città a pochi chilometri da Padova, dove Galileo visse per diciotto anni e fece alcune importanti scoperte, allora studiare fisica e ingegneria è una scelta naturale.
Ha aggiunto la chimica, la scienza dei materiali e, soprattutto, le nanotecnologie, che ha scoperto durante un corso Erasmus all’EPFL nel 2009 e che sta utilizzando per ricercare nuovi modi di convertire l’energia. Per la direttrice del Laboratorio di nanoscienze per le tecnologie energetiche (LNET), la scienza deve avere un impatto, preferibilmente positivo. È un precetto che applica anche al suo insegnamento, con il desiderio di affinare i processi di pensiero degli studenti, per portarli sempre più avanti nelle loro conoscenze. Questo impegno è stato premiato quest’anno con il Premio EPFL per il miglior insegnamento.
Piccole azioni, grande impatto
"Il mio ruolo è quello di dare agli studenti fiducia nella loro capacità di apprendere e comprendere materie complicate. Spetta a me aiutarli a trovare le risorse necessarie per andare avanti. A volte mi sorprende vedere come piccole azioni da parte mia, come un semplice incoraggiamento, possano avere un grande impatto". L’assistente di ruolo ricorda la sua prima lezione all’EPFL come un momento "spaventoso". Era la primavera del 2019, dopo aver creato i contenuti di un nuovo corso di laurea sul trasferimento di calore e le sue applicazioni. Si è trovata di fronte a un pubblico di circa 200 persone. "È stato snervante, perché non avevo alcuna esperienza pratica. Mi sono resa conto che una cosa è padroneggiare una materia e un’altra è insegnarla. È sorprendente quanto una cosa possa essere chiara nella tua testa e poi, quando la spieghi, ti rendi conto che non è comprensibile. L’insegnamento ti costringe a perfezionare il tuo pensiero", sorride.Un cocktail di metodi
Guidata dalla sua sete di apprendimento, l’insegnante di ingegneria meccanica ha migliorato il suo corso di laurea nel corso degli anni, "mettendosi nei panni degli studenti". Mescola metodi e angolazioni per presentare i concetti in modi diversi. Impegnata a creare un’atmosfera attenta e interattiva, incoraggia gli studenti a confrontarsi con le difficoltà, a mettersi in discussione e ad avere il coraggio di sbagliare. Alterna esercizi pratici, in particolare utilizzando i Jupyter Notebook, sessioni di domande e risposte con i clicker e l’insegnamento teorico tradizionale. "Per esempio, quando spiego le equazioni, preferisco usare la lavagna, perché scrivere sulla lavagna dà il giusto ritmo. Secondo me, la teoria e il pensiero rigoroso sono molto importanti per sviluppare il pensiero critico e logico".Una cosa è padroneggiare una materia e un’altra è insegnarla. È incredibile come qualcosa possa essere chiaro nella propria testa e poi, quando lo si spiega, ci si rende conto che non è comprensibile. L’insegnamento ti costringe ad affinare il tuo pensiero.
G iulia Tagliabue, responsabile del Laboratorio di nanoscienze per le tecnologie energetiche Per gli studenti del Master, che ha sviluppato interamente, propone anche un approccio basato su progetti, uno teorico e l’altro di ricerca. Per quest’ultima, li invita a recarsi nel suo laboratorio per effettuare misurazioni su dispositivi idrovoltaici, nanostrutture che producono energia dall’evaporazione dell’acqua, e strutture nanofotoniche.
Nel laboratorio di Giulia Tagliabue la luce viene scrutata con pazienza. Non ci sono telescopi per osservare il cielo, ma oggetti progettati su misura per studiare l’assorbimento della luce. "Mi appassiona la ricerca sperimentale, fare osservazioni e capire cose nuove. Comporta molte frustrazioni, ma quando finalmente si riesce a capire qualcosa, è una sensazione incredibile". Cerca di trasmettere ai suoi studenti questa attrazione per la ricerca della conoscenza, che a volte è dura, ma così gratificante quando si raggiunge il culmine. Forse è per questo che, accanto alla scienza, l’arrampicata ha sempre fatto parte della sua vita, fin da bambina.



